Politica

Referendum, i principali terreni di scontro fra i sostenitori del Si e quelli del No

L’estenuante campagna elettorale in vista del Referendum costituzionale del 4 dicembre, volge ormai al termine. Ecco i principali terreni di scontro e le tesi principali delle due schiere contrapposte.

Costi della politica

SI: Riduzione senatori che da 315 diventerebbero 95. Cancellazione Cnel e Province. Risparmio stimato di 500 milioni di euro all’anno.

NO: Una stima della Ragioneria di Stato attesta il presunto risparmio intorno ai 57 milioni di euro all’anno. Stima ritoccata al ribasso – rispetto a quella sostenuta dai promotori del si – dal momento che costi delle commissioni e rimborsi dei senatori non potranno essere aboliti.

 

Iter delle leggi

SI: Ponendo fine al bicameralismo perfetto, molte leggi verrebbero approvate più velocemente.

NO: La limitata competenza del Senato rischierebbe di creare confusione: rischio contenziosi alla Consulta e paralisi.

 

Stato e Regioni

SI: Eliminando le competenze concorrenti, lo Stato diventerebbe più forte: meno confusione e meno conflitti con le Regioni.

NO: Si ritornerebbe ad un centralismo costoso ed inefficiente che cancellerebbe principio di sussidiarietà. La “clausola di supremazia” degraderebbe poi le Regioni ad un livello “amministrativo”.

 

Equilibrio di poteri

SI: Non ci sarebbe alcun rischio di eccessiva concentrazione di poteri nel Governo. Si ridurrebbe invece il ricorso a decreti e voti di fiducia.

NO: Il Premier diventerebbe troppo forte senza i necessari contrappesi. Con il premio di maggioranza previsto dall’Italicum, tutto il potere andrebbe ad un unico partito.

 

Elezione Capo dello Stato

SI: I nuovi quorum favorirebbero una maggioranza più ampia.

NO: I nuovi quorum non basterebbero. Con l’Italicum l’elezione del Capo dello Stato finirebbe, di fatto, nelle mani del partito che vince alla Camera.

 

Iniziative popolari

SI: I cittadini parteciperebbero più attivamente alla vita politica con: 1) l’obbligo delle Camere di discutere le proposte di legge di iniziativa popolare; 2) introduzione dei referendum propositivi; 3) riduzione quorum per referendum abrogativi.

NO: Il potere dei cittadini diminuirebbe. Sarebbero troppe 150 mila firme per una legge di iniziativa popolare e troppe anche le 800 mila per la diminuzione del quorum del referendum.

 

Immunità

SI: I nuovi senatori godrebbero delle stesse garanzie dei deputati: l’autorizzazione a procedere è una giusta tutela.

NO: I sindaci e gli amministratori locali che farebbero parte del nuovo Senato avrebbero uno “scudo” esteso anche alle loro attività come amministratori locali.

 

Il percorso della Riforma

SI: Corte Costituzionale ha confermato legittimità Parlamenti eletti con Porcellum. L’attuale legislatura, che ha avuto inizio nel 2013, ha dunque diritto di portare avanti la Riforma.

NO: Il Porcellum è una legge anticostituzionale. Il Parlamento non aveva legittimità di mettere mano ad una riforma così ampia della Costituzione.

 

Clicca qui per rivedere tutte le modifiche proposte dalla Riforma.

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