Attualità

“Quando c’era Lui”, il ritorno di Berlusconi che non se n’è mai andato

Silvio è tornato. E gioiscono tutti, anche Fabio Fazio e Rai 1: Che tempo che fa ha tenuto incollati alla tv 3 milioni e 921 mila spettatori, il 14,9% di share, 1,6% in più rispetto alla puntata della scorsa settimana; la fiction Rosy Abate di Canale 5 si conferma regina della domenica sera in tv, con il 19,8% di share, ma inizia dopo l’intervista dell’ex Cavaliere – 20 minuti di ritardo rispetto al solito. I maligni chiedono: “Sarà un caso?”. Di sicuro, ne valeva la pena. Berlusconi meritava tutta la scena.

Poco prima di lui, da Fazio, c’era stato Gigi Proietti, grande showman noto ai più per le sue barzellette – anche lui, penseranno i soliti maligni. Ma Silvio, si sa, è di un’altra stoffa. Brandendo tra le mani il solito misterioso mazzo di fogli di carta, l’ex Cavaliere ci chiede di pensare “a ciò che è stato e a ciò che potrà essere”, come a dire che “quando c’era Lui…”.

Fazio cita la campagna pubblicitaria per la nuova Repubblica gli chiede: “Si sente passato o futuro?”. E Lui: “Sono il presente e ho un presente molto operoso e determinato. Sto lavorando al programma che è un work in progress e che ha avuto un prima approvazione dai nostri alleati”. Interessante ascoltare come è nato il programma. Il racconto è abbastanza articolato. Ed io ad un certo punto mi sono perso: quando dice “c’erano tanti mano alzate”. Se non l’avete già fatto, guardatelo. E fatemi sapere.

Clicca qui per vedere l’intervista!

Il programma è pressapoco il solito, il suo, quello del 1994. Al posto del ponte sullo stretto di Messina, per ora, c’è l’abolizione dell’Iva sui “cibi per i cani dei meno abbienti“, oltre alle “facilitazioni per mantenere un animale domestico, come il veterinario gratuito ogni 15 giorni”, perché “un anziano che ha un cane vive più sereno”, spiega.

“Nel 1994 scesi in campo contro il pericolo comunista. Oggi il pericolo dei Cinque stelle è più grande. Non decidono nulla di proprio, non hanno nessuna competenza o preparazione”. Prima la sfida ai comunisti, poi ai magistrati – dalle toghe rosse, ora al Movimento 5 Stelle. E se la battaglia con questi ultimi è appena cominciata, quella contro la magistratura è ancora in corso. Quando Fazio gli chiede del suo vecchio amico Dell’Ultri, Berlusconi non ha dubbi: “Persona straordinaria, è in carcere per un processo politico, è in gravi condizioni di salute”.

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Aspettando Strasburgo, Silvio Berlusconi resta al momento incandidabile. Ma per le elezioni c’è tempo. E lui ha pronto più di un asso nella manica, sembra assicurare. Ha lanciato, per esempio, l’investitura a futuro premier del centrodestra del generale dell’Arma dei Carabinieri Leonardo Gallitelli. Salvini su quest’ultimo frena.

Ma Berlusconi si fa forte e scalcia via anche l’ipotesi di alleanza con il Pd di Matteo Renzi: “Noi siamo già al 38%, nessuna possibilità di alleanza con la sinistra, siamo distanti. Nel 2013, quando ritornai in campo, nel giro di 23 giorni di campagna elettorale aggiunsi 10 punti. Ora abbiamo davanti quattro mesi per crescere”. Quattro mesi e sapremo se ci sarà ancora lui alla guida del nostro amato Paese.

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