Calcio

Serie A | Inter-Roma, Sarri, il VAR e Caressa

Mentre scrivo ho ancora nelle vene la rabbia del tifoso interista che per 65 minuti e più ha visto la propria squadra caracollare sul terreno di gioco di San Siro in un match che potrebbe decidere la stagione. Partendo da Inter-Roma ho provato ad andare oltre, nonostante tutto. Ecco cosa mi ha lasciato questa 21esima giornata di Serie A.

La testa tetra di Brozovic unico barlume di speranza

Spalletti non ha in mano una squadra composta da giocatori razionali e lo sapevamo. Non è un caso se l’Inter abbia iniziato a carburare quando sono saltati gli schemi e quando ormai sembrava non avesse più niente da perdere. Un problema vecchio al quale il nuovo tecnico a provato a porre rimedio con una soluzione vecchia: Brozovic per Gagliardini. Mettere in campo il croato è come fare una preghiera: non sai mai se andrà a destinazione, ma nel dubbio la fai, se credi: un semplice mistero della fede. Ieri sera, come al solito, tanti errori ma anche il cross decisivo per il pareggio di Vecino.

Il giovane italiano, per usare un eufemismo, è impalpabile. Non posso che annotare, semplicemente, i troppo spesso vani tentativi anche solo di rimanere in piedi, sul temutissimo terreno di San Siro.

Il Davide sciagurato

Nonostante tutto – e ripeto, nonostante tutto! – l’Inter è rimasta in vita fino al triplice fischio. Per qualcuno, avrebbe addirittura meritato di vincere lo scontro diretto contro una Roma poco più che ordinata: non si contano parate di Handanovic, né occasioni da rete. Ricordo soltanto un tiro a lato di Pellegrini, oltre al pregevole gol di El Shaarawy lanciato a rete dallo sciagurato liscio di Santon. Sul povero Davide è sufficiente dire questo: sciagurato.

Porta giallorossa blindata

Alisson ha invece parato di tutto. Strepitose le due parate su Icardi, ancora alla ricerca del gol numero 100 in Serie A. Ma quello è un gran portiere. Non mi sorprende l’interesse dei top club europei nei suoi confronti. Sarebbe un peccato se la Roma fosse costretta a disfarsene a breve. Bello poi l’abbraccio tra lui e Spalletti a fine gara.

Peccati di Roma

Rimanendo in casa romanista, le nebbie del calciomercato continuano ad addensarsi sulla Roma: dopo le voci su Dzeko, arrivano puntuali quelle su Pellegrini. Nemmeno il tempo di vestire la maglia giallorossa, che sembra essere pronta per lui la maglia bianconera. La Juve attenta ai giovani talenti, soprattutto italiani, sembra pronta a pagare la clausola rescissoria. E sarebbe un altro peccato per la Roma, conseguenza anche questo del peccato originale: i debiti del club.

Sarri armati

La Juve è lì, al top, e punta a rimanerci. La lotta con il Napoli è affascinante. Meno affascinanti sono le polemiche alle quali sembra prendere parte puntualmente Maurizio Sarri. Mi viene un dubbio: o si ispira al Mourinho interista: buttarla in caciara per togliere pressione mediatica ai propri giocatori; oppure, prova un indescrivibile piacere nel piangersi addosso.

Pro Caressa (ma guarda cosa mi tocca fare!)

Di polemica in polemica, stucchevole quella sul presunto fuorigioco di Insigne. Ore ed ore, addirittura giorni per qualcuno, per una questione di 2 o 3 cm al massimo. Comunque, il gol era regolarissimo! Invereconda poi la sommossa popolare contro Caressa: il telecronista di Sky – non esattamente il mio preferito – diventa alla bisogna juventino, romanista, interista e, ieri, addirittura tifoso del Napoli. E basta!

 

 

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