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25 aprile, chi festeggia? Perché festeggia?

25 aprile, perché festeggiare?

25 aprile, perché si festeggia? Chi festeggia oggi? La scelta della data fu operata da De Gasperi e dal governo Dc: il 25 aprile segna simbolicamente la fine della seconda guerra mondiale; inizialmente la festa fu stabilita per decreto per il solo 1946, poi dal 1949 è divenuta ricorrenza fissa.

25 aprile 1945, l’insurrezione a Milano

In quella data, nel 1945, il Comitato di Liberazione Nazionale dell’Alta Italia, del quale faceva parte anche un certo Sandro Pertini, annunciò via radio l’insurrezione a Milano, una delle ultime grandi città del nord non ancora libera. Per la liberazione dell’Italia intera ci volle ancora qualche giorno; ma quella data resta decisiva.

“Cittadini, lavoratori! Sciopero generale contro l’occupazione tedesca, contro la guerra fascista, per la salvezza delle nostre terre, delle nostre case, delle nostre officine. Come a Genova e a Torino, ponete i tedeschi di fronte al dilemma: arrendersi o perire”. 

(Sandro Pertini)

La strumentalizzazione politica

La festa ha subito negli anni tentativi di strumentalizzazione politica. Prima i comunisti, per rafforzare la propria identità, ne fecero la festa dell’antifascismo; poi altri, a guerra finita, ritennero incompiuta e ancora da attuare la Resistenza, auspicando l’incontro tra Dc e Pci.

Anni ’80 e l’arrivo di Berlusconi

Negli anni ’80, la celebrazione del 25 aprile è divenuta fine a sé stessa. Fino all’ascesa di Berlusconi, nel 1994: lì la festa venne caricata di nuovi significati. Era la rivincita delle sinistre contro la vittoria elettorale dell’allora Cavaliere.

“Meglio la peggiore delle democrazie che la migliore delle dittature”

Ma questa festa ha un solo significato: deve ricordarci chi eravamo e chi siamo diventati grazie al sacrificio di tanti. Quella di 73 anni fa è stata la vittoria contro il nazi-fascismo e contro l’odio. “Meglio la peggiore delle democrazie che la migliore delle dittature”, diceva Pertini. La nostra democrazia ha avuto un costo altissimo. Ma l’abbiamo ottenuta: va festeggiata ed onorata. Chi rimpiange la dittatura, nella maggior parte dei casi, è perché non l’ha vissuta sulla propria pelle; chi ha sacrificato tutto – anche la propria vita – per dare all’Italia un futuro di democrazia, si.

Buon 25 aprile!

Questa, più di ogni altra, dovrebbe essere la festa che ci unisce, tutti quanti: da nord a sud; da est ad ovest; isole comprese. Ecco, se questa festa potesse diventare la festa di tutta l’Italia e di tutti gli italiani, forse saremmo un popolo migliore. Buon 25 aprile!

Vai al post Il Vittoriano, l’Italia in un monumento >>>

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