Attualità

Immigrati, siamo tutti più forti davanti al nemico comune

Immigrati, nemico comune

Immigrati, il nemico comune. La sensazione diffusa è questa: gli immigrati sono il nemico da combattere: il nemico comune, di fronte al quale ci sentiamo tutti più uniti, più vicini. La questione complicatissima della gestione dell’immigrazione diventa il problema principale del paese. Il primo problema cui provare a trovare una soluzione. La strategia è quella del nemico comune. Una strategia poco originale, per quanto efficace.

In questi giorni, montano l’odio e la protesta nei confronti delle minoranze culturali presenti in Italia. A gettare benzina sul fuoco, le dichiarazioni del ministro dell’Interno Matteo Salvini. Il fuoco della paura del diverso, probabilmente, non è mai morto. Ma negli ultimi mesi ha ripreso ad avanzare e a bruciare, legittimato dal consenso di cui sembrano godere alcune posizioni politiche.

Tutta colpa degli immigrati

Diventa facile colpevolizzare l’immigrato, lo sfruttato. E non pensare a chi l’immigrato lo sfrutta. Del mancato rispetto delle leggi già esistenti, da parte di nostri connazionali, non viene neppure menzionato. Non c’è spazio: la colpa è dell’immigrato. L’immigrato viene in Europa per farsi sfruttare, ne è consapevole. Eliminiamolo. A qualcuno verrà in mente, a tal proposito, la posizione assunta da taluni nei confronti di donne stuprate: se vai in giro mezza nuda, la colpa non è del tuo aggressore. La legge non esiste. O, forse, esiste. Ma solo in seconda battuta.

Prima, viene altro. Prima, c’è il consenso da conquistare e fomentare. Di fronte ad un nemico comune, ci sentiamo tutti più forti. Ci sentiamo tutti migliori. Perché essere minoranza o, peggio ancora, rimanere soli, ci fa paura. Noi italiani siamo stati minoranza. E, probabilmente, non vogliamo esserlo più. E ci uniamo, una volta nella nostra storia, contro il nemico comune. Ed ora è il turno degli immigrati.

Salvini leader e mirror

Salvini è bravissimo. In pochi mesi, è diventato leader e mirror: è guida e specchio, allo stesso tempo, dell’istinto di una parte di italiani. Dagli ultimi sondaggi, pare sia arrivato al 29,2% il consenso nei confronti della Lega. A noi italiani, piacciono gli uomini forti, gli uomini soli al comando. Inutile negarlo: a noi piace chi prende le decisioni che vorremmo prendere ma che non abbiamo il coraggio di prendere. Tutto diventa più facile una volta individuato il nemico comune.

La strategia del nemico comune

Di fronte ad un nemico comune, ci sentiamo tutti più forti. Negli anni, è stata più forte la sinistra ed il centro-sinistra, una volta individuato il nemico comune in Silvio Berlusconi. Il centro-sinistra stesso ha innescato la propria implosione addossando gran parte delle colpe a Matteo Renzi. La verità è che, venuto meno il nemico comune, il blocco che si era formato sotto l’insegna Pd è crollato. Perché la strategia del nemico comune ha un grande punto debole: necessita del nemico comune.

Perché costruire è più difficile. Si fa prima a distruggere quello che c’è. Si fa prima ad individuare un nemico comune da combattere. Piuttosto che provare a costruire qualcosa di positivo.

Il problema c’è sempre stato

Chi semina odio vive la propria stagione dell’oro. Tutti gli altri scompaiono. Ora, non vanno di monda. I loro argomenti non sono trending topic. Forse, bisognerà davvero arrivare alle estreme conseguenze di certe posizioni per iniziare a fare i conti con la realtà. Per iniziare a capire che il problema del nostro paese è già in Italia. Non è arrivato dall’esterno: c’è sempre stato. E, probabilmente, ci sarà sempre.

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