Calcio

Francia-Croazia 4-2, Deschamps è il signore dei Mondiali

Sotto la pioggia del Luzhniki Stadium di Mosca, a festeggiare ci sono i francesi. La Francia è campione del Mondo, per la seconda volta nella propria storia. Mbappé? Griezmann? Pogba? No. Il vero protagonista di questo trionfo è Didier Deschamps. Magari insieme alla sua gatta – il simbolo della buona sorte, in Francia. Ma alla fine ha avuto ragione lui.

Onore alla Croazia

La sua squadra ha dimostrato in questo Mondiale di essere più squadra di tutte. E non sembra un caso che a contendere il titolo ci fosse la Croazia di Dalic, la seconda miglior compagine di questo campionato. I croati hanno pagato le fatiche compiute per guadagnare la finale. E non hanno avuto più la forza di reagire al doppio colpo incassato nel secondo tempo: Pogba prima; Mbappé poi.

Fanno tutto i croati, poi il doppio colpo

Nel primo tempo, aveva fatto tutto la Croazia: autogol sfortunato di Mandzukic; gol di Perisic; fallo di mano di quest’ultimo per il rigore poi trasformato dal glaciale Griezmann. Nonostante le fatiche, i croati stavano riuscendo ad imporre alla partita il proprio ritmo, la propria fisicità. La Francia accusava il colpo ma colpiva, come spesso le è capitato in questi Mondiali. Il generoso 2-1 della prima frazione ha trovato affermazione nella ripresa: la Croazia non c’era più, già sul 3-1.

La Croazia ha accusato il colpo

Sarà stata la gatta. Sarà stato il pragmatismo di una squadra solida e corale. Deschamps ha saputo – meglio di chiunque altro – mettere le grandi individualità dei propri giocatori al servizio del collettivo. In questa Francia, non c’è stato nessun protagonista assoluto: ognuno ha svolto il proprio compito al meglio. Anche dai ricambi – che la Croazia non ha mai avuto – l’allenatore dei Bléus ha saputo tirare fuori quello che serviva, quando serviva.

Non c’è individualità senza collettivo

Una squadra, la sua, che non ha mai avuto bisogno di urlare il proprio talento. Nonostante di talento ne abbia in quantità. Ma il calcio in questi Mondiali ha sentito il bisogno di ribadire, ancora una volta, che il calcio è un gioco di squadra. Non c’è individualità senza un collettivo che funziona. Deschamps questo lo ha sempre saputo.

Deschamps lì, con Zagallo e Beckenbauer

Ed ora è lì, ad accarezzare la sua gatta, sotto la pioggia del Luzhniki Stadium. Insieme a Zagallo e Beckenbauer, Deschamps è l’unico ad aver vinto il Mondiale sia da allenatore che da giocatore. Prima della premiazione, ci ha regalato un’immagine bellissima, andando ad abbracciare, uno ad uno, i giocatori della Croazia.

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