Cilento

Un giro Al Banchetto della Sposa

Si è conclusa da poche ore la sesta edizione di Al Banchetto della Sposa. La popolare rassegna di abiti da sposa antichi e nuovi ha animato, anche quest’anno, il centro storico di Piaggine. Il consueto silenzio, la consueta tranquillità che avvolgono i rioni del Ponte e di San Giuseppe, per poche ore, hanno lasciato il posto alla convivialità e al piacere di stare insieme dei tanti accorsi a vivere le emozioni di questo suggestivo evento.

Passo spesso da quelle parti per ammirare la cascata. Nel silenzio che avvolge quel luogo, il canto continuo dell’acqua che si lancia nel vuoto per atterrare pochi metri più giù è rilassante: aiuta la riflessione e cancella le preoccupazioni: è rinfrescante. Ad agosto, in genere, l’acqua non c’è. Questo mese di agosto, invece, ha voluto regalare l’emozione della cascata anche a quanti a Piaggine vengono solo in estate.

“Pure ‘u ‘iume vulìa vre’ i spose!”,  “Anche il fiume voleva vedere le spose!”, ha esclamato una delle nonne che abitano lì, sul ponte. Quella delle spose è ormai una tradizione. Una tradizione che dolcemente rompe quell’aura di tranquillità caratteristica di Piaggine e, in particolare, del centro storico. Quel silenzio che è perdurato, anche in questa tre giorni, fino a poche ore prima dell’inizio di Al Banchetto della Sposa.

Al Banchetto_della_Sposa_6a_edizione

Scenografia di Al Banchetto della Sposa, 6a edizione

Questo è un evento che conserva, anche la sesta edizione, le caratteristiche tipiche dei manufatti. Quei manufatti meticolosamente realizzati da artigiani di vario ordine e genere: professionisti e semplici amatori mescolano saperi e passioni diverse per dare luogo ad un evento sempre originale. Il tutto trova sfogo e realizzazione in quelle poche ore, per esigenze tecniche, logistiche o semplicemente perché tutti, o quasi tutti, hanno altri impegni durante la giornata. Quest’anno, organizzatori, collaboratori e tecnici hanno anche dovuto fare i conti con le condizioni meteo parzialmente avverse.

L’evento che ne esce fuori è di tutti loro: donne e uomini; ragazze e ragazzi; abitanti di Piaggine, dei paesi limitrofi, o di paesi lontani. Nulla o quasi è lasciato al caso: affascinanti le luci che colorano e danno vita alla meravigliosa gradinata che dal Ponte conduce a San Simeone: lì ha luogo la sfilata degli abiti ceduti in prestito da spose di varie generazioni e provenienze.

Le emozioni dei ricordi delle signore si fondono e si mescolano a quelle del momento: la cornice, la musica di sottofondo ed il fascino delle spose e degli sposi che si avvicendano lungo il percorso, lasciano poco spazio alla razionalità: tutto è emozione; tutti si emozionano. Grandi e piccoli condividono ricordi, umori e sensazioni.

Al_banchetto_della_sposa_presentatori

Al Banchetto della Sposa, Felice Tommasino e Valeria Saggese (foto di Francesco Marino)

Un privilegio poter seguire tutto l’evento da una posizione di favore: per la seconda volta, ho avuto l’onore di annunciare gli abiti insieme alla presentatrice Valeria Saggese. Nonostante le distrazioni date dal ruolo, anche da lì, le emozioni sono state fortissime. Qualcuna mi ha toccato da vicinissimo: come detto in diretta, ho avuto modo di vedere dal vivo l’abito da sposa di mia madre: emozione indescrivibile.

Come indescrivibile è stata la forza dell’abito da sposa camerunese: realizzato dalle ragazze del Centro di Accoglienza, ha trovato spazio all’interno della rassegna diventando icona dell’integrazione di cui Piaggine vuole farsi portavoce.

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Al Banchetto della Sposa, l’abito da sposa camerunese (foto di Felice Tommasino)

Grande esito hanno riscosso anche gli stand enogastronomici e commerciali allestiti in seno all’evento. I prodotti della tradizione culinaria locale hanno saputo dare seguito al successo della Sagra del Fungo Porcino appena conclusasi: Piaggine è anche un borgo per palati fini e buone forchette. Impossibile rimanere delusi.

Qui si può rivivere l’emozione, la gioia e l’entusiasmo del tradizionale sposalizio cilentano. E non solo. Perché, come avrete già capito, Al Banchetto della Sposa è più cose insieme: cultura, tradizione, folklore e integrazione, con uno sguardo al futuro. Perché un albero è tanto più forte ed in grado di allungare i propri rami quanto più forti e profonde sono le sue radici.

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