Cilento

Piaggine, il turpe Don Aniello colpisce ancora

All’inizio, l’abitato fu chiamato Chiaìne Soprane (per distinguerlo da Chiaìne Sottane, l’odierna Valle dell’Angelo) dal latino Glarea ovvero ghiaia, a causa di banchi di detriti derivanti da antiche alluvioni, su cui era nato“. Poi, per ricordarci il nostro naturale istinto polemico, abbiamo deciso di adottare la “P” come iniziale del nostro borgo. Da lì, la trasformazione in Piaggine.

La polemica del momento, la polemica ormai cult, è quella del parroco ormai ultra ottantenne che non regge l’avanzare degli anni. Per giunta, pare non riesca a fare audience: a messa, non ci va quasi più nessuno. Si sa: i vecchi non fanno audience. Pippo Baudo – dati alla mano – avrebbe da ridire. Ma la vulgata vuole così. Anche andare a messa è una questione di audience. Rilancio l’idea di aprire le porte del sacerdozio alle donne: magari, scoviamo qualche Barbara D’Urso in erba. Pensa che fortuna! Lì correremmo il rischio di dover costruire una chiesa più grande.

Una chiesa più grande di quella di San Nicola, quella dove un paio di domeniche fa si è consumato l’ultimo triste episodio della parabola del turpe Don Aniello. Pare che il parroco abbia indotto una diversamente abile ad allontanarsi dalla chiesa, con metodi bruschi e burberi. Pare che il parroco abbia ammesso di aver esagerato nei toni e nei modi. Pare che al momento dell’accaduto non si fosse esattamente reso conto della situazione della ragazza. Alcuni presenti riferiscono che, prima dei metodi bruschi, il sacerdote abbia più volte invitato i presenti a rispettare il silenzio. Altri riferiscono di aver notato che la ragazza in questione non voleva entrare in chiesa.

Mo’ sarà stato il fascino della chiesa – bellissima e spaziosa, sarà che Don Aniello Palumbo ha ancora un manipolo di fan al suo seguito, la madre della ragazza è voluta entrarci lo stesso. La ragazza ha continuato a mostrare indolenza, al punto che ne è nato un battibecco con la genitrice. Il battibecco che ha poi indotto il sacerdote a dire e a fare quello che ha fatto. Possiamo chiuderla qua? O vogliamo rispolverare la vecchia polemica dello scorso 6 dicembre? Attendiamo la prossima. Sicuramente, non mancherà.

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