Colpa del velcro

Colpa del velcro | 7. L’alba di un periodo rock?

Il mio arrivo a Fisciano ricorda l’arrivo di Totò e Peppino a Milano. L’incontro con la nebbia c’era stato, due settimane prima, nel giorno dei test di ingresso. Accompagnati dal puntualissimo papà di Angelo, eravamo arrivati davanti alla Facoltà di Scienze Matematiche, Fisiche e Naturali poco prima delle 7:30. I test di informatica non sarebbero iniziati prima delle 9:30. Ma “meglio in anticipo che in ritardo”.

Quando eravamo partiti, a Piaggine era ancora buio. L’ora e mezza di viaggio era stata accompagnata dalle canzoni de Gli alunni del sole, I cugini di campagna, Il giardino dei semplici ed altri gruppi che non ricordo. All’arrivo, l’università era deserta. La nebbia la faceva da padrona. A stento, riuscivamo ad orientarci. L’edificio della facoltà si intravedeva appena.

Superato un banco di nebbia, intravediamo un ingresso. Subito dopo, uno degli addetti alle pulizie: lo intuiamo dal fatto che ha con sé un carrellino con il sacco dell’immondizia, scope e detersivi vari. Ci facciamo coraggio e gli chiediamo: “Per caso sa in quale aula si tengono i test di Informatica?”. Ci guarda sbalordito. Probabilmente, non ha mai visto esseri umani a quell’ora, all’università. Risponde con sintassi discutibile: “U sape io!?”. Noi ci guardiamo ed esclamiamo: “Boh!”. E lui: “No. N’u sape io!”. Evidentemente, la sua era una domanda retorica. Il primo impatto con l’università sarebbe potuto andare meglio.

A quei test, partecipammo io, i due Angelo e due miei compagni di liceo. A laurearsi in Informatica, è arrivato solo uno dei due Angelo. Per noi altri l’impatto con l’università e con Fisciano era stato troppo traumatico. I due Angelo avevano preso casa a Salerno. Io, segnato da cinque anni da pendolare, avevo preso casa a Fisciano.

Insieme a me, Arena ed Parmitano. Apreia, si era iscritto ad Informatica, come me. Parmitano aveva optato per un altro corso di laurea. La casa che avevamo preso in affitto l’aveva trovata l’avvocato, il padre di Apreia. Il viaggio per andarla a vedere, da Vallo della Lucania, era stato accompagnato da una cassetta dei Led Zeppelin – all’andata – e da una degli Eagles – al ritorno. La casa ci era piaciuta: era nuova. Il proprietario – l’ingegner Abele – sembrava una persona onesta. Era l’alba di un periodo rock?

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