Calcio

PSV-Inter 1-2 | Aspettando Perisic, l’Inter va

L’Inter vince ancora in rimonta. E Icardi ha fatto in tempo a sbagliare due gol di testa. Ma la testa ce l’ha messa lui. E ce l’ha messa tutta la squadra. Ne è uscita una vittoria meritata.

Tranne le rare e conosciute eccezioni, in Champions League non esistono partite facili e scontate. PSV e Inter si sono temute e rispettate reciprocamente. Ma i nerazzurri hanno messo in campo la fisicità ed il tasso tecnico superiore, nei momenti chiave della partita.

Irrinunciabile la grinta di Nainggolan : la sua presenza di vede e, soprattutto, si sente. La sua reazione, unità a quella di Icardi, hanno permesso all’Inter di non accusare il colpo dell’1-0. E così i nerazzurri hanno ripreso a fare la loro partita.

Idee chiare fin da subito: testa, coraggio e fisicità. Dietro, due solide certezze: De Vrij e Skriniar. Due che diventano tre con Handanovic, quando decide di compiere il miracolo quotidiano, dopo aver rischiato l’espulsione con un’uscita in ritardo, nel primo tempo.

Asamoah è ormai titolare di cattedra a sinistra: sa cosa fare e sa quando farlo. Gioca semplice. Ed eccede solo quando necessario, quanto basta per tirare una sassata contro la porta avversaria: respinta corta di Zoet; Icardi lotta e calcia in porta; sulla respinta il tiro di Nainggolan che fa 1-1.

L’Inter soffre qualche ripartenza. Ma fa la partita. E continua a farle anche nel secondo tempo. Su un imbucata dell’onnipresente Vecino, Icardi lotta ancora: il difensore spinge e si scontra con il proprio portiere in uscita; l’argentino ha già controllato di testa e depositato in rete il gol dell’1-2.

Politano a destra è incontenibile: va sul destro, sul sinistro: non lo prendono mai. Angeliño non la prende mai, quasi come quelli che sull’ex Sassuolo sentenziano ancora: è inutile; non ha personalità; e via discorrendo.

Vecino e Brozovic faticano a mantenere il controllo del palleggio. Spalletti richiama Icardi per aiutare la squadra nell’ultimo quarto d’ora: non serve più la profondità. Serve recuperare la palla, lottare, ragionare. E per ragionare entra Borja Valero per l’ormai esausto Ninja. Nei minuti finali, anche Candreva avrà tempo e modo per fare il suo. Due partite e sei punti conquistati: non male!

La squadra ha ampi margini di miglioramento. Manca ancora il miglior Perisic, nelle sue proiezioni offensive. Sempre determinante invece in copertura. Ma l’Inter formato Champions sembra avere uno smalto diverso: qui ha ritrovato fiducia, contro il Tottenham, e qui continua a costruire la propria crescita.

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