Curiosità

(Video) Totò, Peppino, la lettera e quel curioso dettaglio

La lettera più famosa della storia

La lettera più famosa della storia non può che essere una. Ovvio, si tratta della lettera scritta da Peppino De Filippo, sotto dettatura di Totò, nel film del 1956 diretto da Camillo Mastrocinque Totò, Peppino e la… Malafemmina. Non potete non conoscerla. È una pietra miliare della storia del cinema e della nostra cultura. Se proprio non sapete di cosa stiamo parlando, potete dare un’occhiata a questo estratto del film. Ma anche voi che sapete bene di cosa stiamo parlando siete invitati a guardarlo con attenzione. A ben vedere, emergono particolari interessanti, che spiegheremo a breve.

Il curioso particolare

Come molti di voi sapranno, Totò e Peppino stravolgevano spesso il copione loro affidato. Tale era la cifra della loro intesa, oltre che del loro talento comico. I più attenti avranno notato che Peppino, da metà lettera in poi, scrive e riscrive più volte sulla stessa riga del foglio. Questa potrebbe essere la conferma di quanto rivelato negli anni da Teddy Reno – tra i protagonisti del film, nei panni del nipote di Totò e Peppino. Come poi confermato, in parte, da Ettore Scola – all’epoca aiuto regista – la famosa scena sarebbe stata quasi totalmente frutto dell’improvvisazione. Il fatto che Peppino sovrascriva più volte la stessa riga la dice lunga sul fatto che nemmeno lui si aspettasse una lettera tanto lunga.

Successo di pubblico e critiche

In quegli anni, il film riscosse molte critiche: “Una farsa grossolana urlata in dialetto napoletano dalla prima all’ultima scena […]. È avanspettacolo e fumetto della peggior qualità, né la presenza di bravi attori come Totò e Peppino De Filippo si fa avvertire, almeno sul piano della buona recitazione”, scriveva l’Avanti!. Ma riscosse anche, fin da subito, il consenso del pubblico: 4 milioni e mezzo di spettatori. Il film incassò 1.751.300 lire (circa 40 milioni di euro al cambio del 2009).

La canzone del Principe Malafammina

Negli anni è diventato un vero e proprio film di culto della comicità: Un vero e proprio cult movie a tratti persino surreale e infarcito di gag che hanno fatto storia: la scrittura della lettera, l’arrivo a Milano vestiti da cosacchi, il colloquio col vigile. Ispirato alla canzone del Principe Malafemmina, il film era stato progettato come un vehicle per Teddy Reno, ma la parte di Totò e De Filippo fu man mano sempre più gonfiata”, scrive FilmTv.it.

“La canzone omonima è una delle più belle di Totò, anche qui tenuto a freno dalla censura democristiana. La scena della dettatura della lettera è da antologia. La sintonia di Totò e Peppino è qui perfetta”, Il Morandini.

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