Calcio

Tot-Int 1-0 | Inter agli ottavi di Champions se…

L’Inter crolla a Londra dopo 80 minuti. Il discorso qualificazione è rimandato all’11 dicembre. Ma i nerazzurri non sono più padroni del proprio destino.

Dopo 80 minuti difensivamente quasi impeccabili, un’incomprensione sulla sinistra ha spalancato le porte della trequarti difensiva nerazzurra alla cavalcata di Sissoko: da lì è nata l’inferiorità numerica in area che ha permesso a Dele Alli di liberare al tiro il nuovo entrato Eriksen. Ma gli uomini di Spalletti possono ancora ambire ad un posto negli ottavi di Champions League, sebbene non siano più padroni del proprio destino.

Esce Nainggolan e l’Inter non fa una piega

A Wembley, l’Inter ha disputato una partita attenta. Ed ha avuto anche l’occasione, più volte, di far male ai padroni di casa. Privati di Nainggolan per problemi fisici – non una novità, purtroppo – gli uomini di Spalletti non hanno fatto una piega. Addirittura, hanno creato subito un’occasione da gol grazie proprio al subentrato Borja Valero.

L’interismo è spesso un pendolo che oscilla tra la megalomania ed il pessimismo cosmico. Sebbene ne sia afflitto anch’io, ogni tanto mi ricordo di aver fatto voto di equilibrio. A voler rimanere razionali, infatti, non è possibile fare una tragedia ad ogni passo falso compiuto dall’Inter.

Tappe bruciate

Con la qualificazione in Champions, afferrata per i capelli allo scadere della scorsa stagione, i nerazzurri sono stati chiamati a bruciare le tappe del proprio naturale processo di crescita. Ed è evidente che questa Inter non può ancora essere ai livelli di una squadra come il Tottenham. Gli inglesi, dal centrocampo in su, non hanno nulla in più rispetto alla compagine nerazzurra. Ma hanno l’esperienza dalla loro parte. Esperienza maturata con l’abitudine a calcare i palcoscenici del calcio che conta; esperienza che molti giocatori dell’Inter non hanno.

La testa nelle scelte

Questo è un aspetto sottolineato da molti tifosi dell’Inter: “Ad alcuni dei nostri tremano le gambe“. Probabilmente, è un eufemismo. Ma qualche difficoltà è oggettivamente rilevabile. Si poteva fare di più. E si poteva fare meglio, ieri sera, come nella sfida contro il Barcellona. Penso all’occasione nata subito dopo l’ingresso di Borja; penso al tiro ciabattato di Vecino; penso alla palla complicata messa in mezzo da Icardi quando avrebbe fatto meglio a cercare la conclusione.

Alternative e margini di crescita

È un tasto toccato spesso da Spalletti: in alcune occasioni, serve maggiore cattiveria. Perché forse il problema non è esclusivamente tecnico, ma anche mentale. Il tifo e la pazienza non vanno quasi mai d’accordo. Ma questa Inter è cresciuta e può crescere ancora. Può crescere in consapevolezza. E non soltanto perché può permettersi di togliere Nainggolan e trarre addirittura beneficio dall’ingresso in campo di chi lo sostituisce.

Certo, l’Inter non è più padrona del proprio destino in Champions. Ma considerate le premesse dell’avventura europea, è un lusso essere arrivati a giocarsi un posto agli ottavi all’ultima giornata. Perché non tutto è perduto.

Inter agli ottavi di Champions se…

Grazie all’1-0 firmato da Eriksen – stesso marcatore di San Siro, il Tottenham ha raggiunto in classifica i nerazzurri e li ha addirittura scavalcati a causa del maggior numero di gol in trasferta negli scontri diretti, il quarto criterio da prendere in considerazione in caso di parità di punti in classifica.

Nell’ultima partita l’Inter deve necessariamente fare più punti degli inglesi. L’Inter dunque dovrà battere il Psv e poi attendere notizie da Barcellona. I catalani non perdono in casa in Champions da 5 anni. L’ultimo ko blaugrana casalingo risale al 1 maggio del 2013. Era la semifinale e di fronte c’era il Bayern Monaco.

I criteri della classifica del girone

1. Maggior numero di punti negli scontri diretti;
2. Miglior differenza reti negli scontri diretti;
3. Maggior numero di gol segnati negli scontri diretti;
4. Maggior numero di gol segnati IN TRASFERTA negli scontri diretti.

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