Politica

Santo Stefano, indigestione di pane e Nutella

Santo Stefano è la festa tra le feste: segue il Natale ed anticipa il Capodanno. Segue cenoni e pranzi in famiglia. Ed è l’occasione per gustare riscaldate le pietanze avanzate il giorno prima. Quest’anno, per la prima volta in Italia, ci sarà il Boxing Day in Serie A. Ma non è la sola novità di questo Santo Stefano. Se è vero che sono in molti ad apprezzare le pietanze riscaldate, è altrettanto vero che c’è chi di pietanze ne prepara di nuove ogni giorno, quasi ogni istante.

Salvini, pane e Nutella

Fra questi, è possibile annoverare il ministro dell’Interno Matteo Salvini: i suoi profili social sono cucine in continuo fermento. I piatti in uscita sono numerosi e sempre caldi per la folta schiera di follower affamati in attesa di consumare l’ennesimo like o condivisione. Nel giorno di Santo Stefano, Salvini ha iniziato a deliziare il proprio pubblico con una dolcissima colazione: pane e Nutella. Un grande classico, con una buona della passeggera moda avversa all’olio di palma.

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Tutto delizioso, non fosse per le polemiche che la colazione del ministro dell’Interno ha suscitato in molti utenti dei social. Polemiche non dovute alla classificazione delle fette biscottate come pane – non sarebbe stato il primo strafalcione culinario del vice-premier. Le polemiche sono infatti dovute ai fatti che hanno anticipato l’uscita social di Salvini. E alla carica di ministro dell’Interno che ricopre – tra i ritagli di tempo fra una partita del Milan ed un post sui social, sottolineerà beffardamente qualcuno.

L’Etna spaventa i siciliani

Per molti, il tweet di Salvini ha rappresentato una mancanza di rispetto nei confronti dei terremotati siciliani. Nella notte, una scossa di magnitudo 4.8 ha provocato danni e feriti a Catania, in seguito all’eruzione dell’Etna. Altri hanno sottolineato la concomitanza di un altro episodio grave che chiama in causa, inevitabilmente, le responsabilità del Ministero dell’Interno.

L’agguato di Pesaro

Intorno alle 18 di ieri, c’è stato un agguato mafioso a Pesaro: ucciso da due killer un uomo di 51 anni. Si tratta di Marcello Bruzzese, freddato da una scarica di oltre venti proiettili. Era il fratello di Girolamo Biagio Bruzzese, ‘ndranghetista, diventato nel 2003 collaboratore di giustizia dopo aver tentato di uccidere il capocosca: le sue testimonianze hanno permesso ai magistrati di conoscere i legami tra la cosca Crea e alcuni politici locali.

Marcello Bruzzese era già scampato una volta alla morte: nel luglio del 1995, in provincia di Reggio Calabria, rimase gravemente ferito allo stomaco in un agguato che costò la vita al padre Domenico, braccio destro di Teodoro Crea, il potentissimo boss di Rizziconi, e al marito di una sorella, Antonio Maddaferri. Nel 2008 aveva già vissuto a Pesaro un breve periodo della sua vita lontano dalla Piana di Gioia Tauro, prima di trasferirsi in Francia. Da tre anni si era nuovamente trasferito nella cittadina marchigiana e viveva sotto protezione con la famiglia.

Salvini riprende l’attività

Mentre è scattata la caccia ai killer e mentre continua il lavoro di soccorritori e vigili del fuoco in Sicilia, Salvini ha ripreso la pubblicazione di tweet istituzionali. O, quanto meno, più istituzionali del pane e Nutella pubblicato alle 9:37 di questo Santo Stefano.

 

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