Attualità

Viene difficile

Viene difficile parlare di sport. Viene difficile parlare di calcio. Viene difficile parlare di Boxing Day. Viene difficile parlare di Inter-Napoli. Viene tremendamente difficile perché lo spettacolo del campo è stato anticipato da fatti criminali. La morte ha incontrato di nuovo il suo opposto: lo sport è vita, non dovrebbe mai far rima con morte.

Un assalto pianificato

Come riporta il Corriere della Sera, un centinaio di ultrà, coperti da passamontagna e armati di mazze da baseball, coltelli, bastoni e asce, si sono aperti l’assalto coperti dai fumogeni e hanno circondato un convoglio di pulmini e macchine con a bordo tifosi del Napoli. Il convoglio, in quel preciso tratto, non era ancora scortato dalla polizia: gli agenti lo avrebbero preso in consegna poche centinaia di metri più avanti.

Pare si sia trattato di un agguato pianificato dagli ultrà dell’Inter, appoggiati da quelli del Varese e del Nizza. Il bilancio è stato di quattro tifosi del Napoli feriti. Nel panico, centinaia di persone sono scappate sulla corsia opposta rispetto all’attacco: qui un Suv, poi sparito, ha investito Daniele Belardinelli, 35enne varesino e ultrà dell’Inter.

La polizia, nel frattempo arrivata per fermare gli aggressori, non è ancora riuscita a individuare la targa della macchina pirata. Il questore Cardona: “Ad investirlo non sarebbe stato uno dei van a bordo dei quali si trovavano i tifosi napoletani”. Il ferito è stato trasportato su una macchina e abbandonato all’ospedale San Carlo dove è morto nel corso della notte per le devastanti ferite riportate.

Gioco di alleanze, come in guerra

Termini da guerra. Ancora più evidenti se si analizzano le componenti dell’accaduto. Nella pianificazione dell’assalto, ha trovato spazio l’asse fra i tifosi dell’Inter e quelli del Varese. Una solida alleanza a cui si è aggiunto il sostegno dei tifosi del Nizza. Questi ultimi hanno ritenuto di dover intervenire nell’attacco criminale in virtù di un precedente scontro con i tifosi del Napoli.

Cardona ha annunciato che chiederà “il blocco delle trasferte dei tifosi dell’Inter per tutta la stagione e la chiusura della curva dell’Inter a San Siro fino al 31 marzo 2019″. Ancora una volta, si procederà per pene sommarie. I colpevoli materiali continueranno a sentirsi forti nel proprio branco.

La vergogna prosegue durante la sfida

Quanto accaduto prima di Inter-Napoli, fa il paio con i cori razzisti all’indirizzo del difensore azzurro Koulibaly. Tutto vergognoso. Intanto, in molti dibattiti, si continua a parlare di razzisti e facinorosi come fossero comportamenti limitati al mondo del calcio e della tifoseria. Lo fa chi è lontano da questo mondo. Lo si fa come italico esercizio di individuare e limitare un problema lontano da noi quanto più è possibile. Un istinto naturale, quasi a volersi lavare la coscienza.

La realtà è che violenza e razzismo sono più vicini a noi di quanto crediamo. Basta leggere le reazioni social ai fatti avvenuti ieri sera. Basta uscire di casa e andare nei bar, ogni giorno. Occorre prenderne atto. Occorre prendere coscienza del fenomeno, senza nascondersi. I razzisti sono ovunque. I criminali pure. Non si può circoscrivere il fenomeno al mondo del calcio. Ne è più possibile procedere con pene sommarie per chi delinque.

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2 risposte »

  1. il calcio è uno sport e quindi è un aggravante anche i nazisti nei compi di stermino alzavano le mani difronte alle gare sportive. Niente scuse il calcio deve fare la fine della boxe.

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