Attualità

Castelnuovo di Porto, ennesima prova di forza di Salvini?

Entro la fine di gennaio verrà chiusa la struttura del Cara di Castelnuovo di Porto, vicino Roma, e scadrà il contratto con la cooperativa Auxilium che ha gestito il servizio con circa 107 operatori. Ma il senso ci sfugge.

Il Cara è un “Centro di accoglienza per richiedenti asilo” destinato all’accoglienza dei richiedenti asilo per il periodo necessario alla loro identificazione e/o all’esame della domanda d’asilo da parte della competente Commissione TerritorialeMartedì 22 gennaio è cominciato il trasferimento verso altre sistemazioni dei primi 30 richiedenti asilo, su un totale di 550.

Chiusura Cara per risparmiare un milione di euro

Il ministero ha giustificato l’operazione come una conseguenza del decreto sicurezza e immigrazione, prevedendo, con la chiusura del Cara, il risparmio di circa un milione di euro di affitto.

Salvini: “Useremo i soldi per aiutare chi ha bisogno”

“Salvini deporta i bambini, i migranti. Razzista, fascista, nazista… balle spaziali. Tutti gli ospiti che erano dentro e che hanno diritto saranno trasferiti con altrettanta generosità, perché se sei qui a chiedere asilo politico, non puoi pretendere di andare a Cortina. Se hai diritto rimani, altrimenti cominciano le pratiche perché tu torni da dove sei arrivato, ha riposto Salvini su Facebook. “Useremo i soldi risparmiati per aiutare gli italiani o chiunque abbia bisogno”, ha proseguito.

Storie dal Cara di Castelnuovo di Porto

Chi ha bisogno? Togliere ai poveri per dare ai poveri? Fra gli ospiti del Cara di Castelnuovo di Porto c’è Ansou Cissé, ventenne senegalese: “Sono qui da quando sono in Italia e adesso la mia preoccupazione principale è dove mi mandano. Non lo so. Il permesso di soggiorno ancora non ce l’ho. Sto aspettando che mi dicano qualcosa”.

C’è Attari, madre di un bambino di sette mesi: “Se va così dovrò tornare a prostituirmi”. C’è Mouna Alì, ragazza somala di 24 anni che a Mogadiscio ha lasciato i suoi due figli: “Non voglio andare via dall’Italia, voglio realizzare il mio sogno di studiare, di fare la mediatrice culturale”, ripete più volte. Lei ha la protezione umanitaria e quindi non dovrà essere trasferita in un’altra struttura come i 535 ospiti del centro, ma non ha diritto alla seconda accoglienza.

Sfugge il senso di tutto questo

Ha senso spostare folle di esseri umani dalla sera al mattino? L’immagine copertina di questa vicenda – che avete visto cliccando sull’articolo – è quella di Rossella Muroni, deputata di Liberi e Uguali. Oggi, scrive: “Volevo semplicemente che venisse detto alle persone che erano a bordo del pullman dove sarebbero state portate, ad esempio per poter contattare e informare i loro avvocati che li seguono nelle pratiche per l’asilo politico”. Perché se noi non riusciamo a trovare un senso a tutto questo, figurarsi i migranti e richiedenti asilo.

Non occorre arrivare alle estreme conseguenze

Qualcuno è arrivato a parlare di deportazione. Alcuni fanno notare che è eccessivo fare riferimento alle pagine più buie della storia dell’umanità. Probabilmente, è vero: è eccessivo fare alcuni riferimenti. Ma non occorre arrivare sempre alle estreme conseguenze per rendersi conto dell’assenza totale di umanità di alcuni gesti.

Una prova di forza?

Occorre spiegare il senso di alcune decisioni. Perché noi un senso non riusciamo a trovarlo. E c’è il rischio che abbia ragione Antonio Di Pietro, intervenuto sul tema del Cara di Castelnuovo di Porto, a L’Aria che tira su La 7: “Cambiando l’ordine degli addendi, il risultato non cambia. Se stavano bene là, perché spostarli? A me sembra tutto un ‘Comando io! Ti faccio vedere io. Ti sposto dove dico io'”. Si: sembra una prova di forza.

Il nuovo caso Sea Watch

È una prova di forza che rischia di tradursi nel classico voler nascondere la polvere sotto al tappeto. È il caso della nave Sea Watch. Come già accaduto in per fatti analoghi, Matteo Salvini sembra voler voltare la testa dall’altra parte. I soccorritori su Twitter: “Domani è in arrivo una forte perturbazione da nord-ovest: è prevista tempesta. I nostri ospiti a bordo soffrono molto il freddo. Abbiamo bisogno di un riparo, di un porto sicuro al più presto”.

La risposta di Salvini

E lui: “Sea Watch sta navigando verso Malta e le condizioni meteo sono in peggioramento. È necessario che Malta la accolga nel proprio porto, mentre l’Olanda, che chiede agli altri Paesi di far sbarcare gli immigrati, sia pronta a collaborare con La Valletta per gestire lo sbarco e l’accoglienza con la regia di Bruxelles”.

 

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