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Sanremo 2019, meglio non scherzare con gli imprevisti

Sanremo 2019, il promo gioca molto sugli imprevisti. Fra veri e presunti tali, molti sono stati gli imprevisti della storia del Festival della Canzone di Sanremo. Ripercorriamoli insieme.

Sanremo 2019 sarà la seconda edizione del Festival della Canzone italiana affidata alla direzione artistica di Claudio Baglioni. Gli ultimi spot televisivi di Sanremo 2019, volti anche a presentare il cast del Festival, giocano sull’imprevisto. Nel primo episodio, abbiamo visto lo stesso Claudio Baglioni inciampare sulle scale del Teatro Ariston e stramazzare al suolo sul palco. Nel secondo, Claudio Bisio deve fare i conti con una manica della giacca in fiamme. Nel più recente, è Virginia Raffaele ad avere qualche difficoltà nella discesa delle famose e temutissime scale del Festival: lo strascico del suo vestito rimane impigliato.

Ovvio si tratti di imprevisti artificiali. Ma la storia del Festival di Sanremo è costellata di episodi che hanno colto davvero di sorpresa il pubblico, i conduttori e gli addetti ai lavori. Ripercorriamo insieme i più celebri imprevisti occorsi sul palco del Festival. Un palco che dal 1951 al 1977 è stato allestito presso il Salone delle Feste del Casinò. Dal 1977 ai giorni nostri, è traslocato nel Teatro Ariston.

Sanremo 1954, l’omosessualità spaventa la Rai

Il Festival di Sanremo è iniziato nel 1951. Ad aprirlo la celebre frase di Nunzio Filogamo, il primo presentatore di Sanremo: “Cari amici vicini e lontani, buonasera ovunque voi siate”. Dopo avere condotto 3 edizioni, il presentatore non può presentare la quarta: nel 1954, la sua presunta omosessualità avrebbe costretto la Rai a revocargli l’incarico.

Sanremo 1958, cose mai viste e Modugno viene escluso

Al Festival di Sanremo 1958, Nel blu dipinto di blu di Domenico Modugno venne bocciata perché scritta e cantata dalla stessa persona (cosa mai accaduta prima). La canzone venne riammessa e vinse quell’edizione. Nel 1968, complice il suicidio di Luigi Tenco l’anno prima, Meraviglioso – storia di un aspirante suicida – venne esclusa dalla competizione perché ritenuta fuori luogo.

Sanremo 1961, Adriano Celentano rompe gli schemi

Era il Festival di Sanremo 1961. Sul palco, Adriano Celentano canta 24 mila baci. Durante l’esibizione, il molleggiato volge le spalle alle telecamere. Un episodio senza precedenti.

Sanremo 1964, Reuccio s’impunta

Nel 1964 il Festival voleva aprire il concorso canoro agli interpreti stranieri. Claudio Villa riuscì ad imporre il proprio diniego. Lo stesso cantante, nel 1972, guidò lo sciopero dei cantanti.

Sanremo 1968, Pippo Baudo interrompe Armstrong

Sanremo 1968, alla conduzione un giovanissimo Pippo Baudo. Il trombettista Louis Armstrong, in gara con Mi va di cantare, non voleva proprio saperne di smettere di suonare. Secondo alcuni, il jazzista era convinto di dover tenere un piccolo concerto, perché a suo avviso era stato “pagato troppo per suonare una sola canzone”. Così la sua esibizione fu interrotta dal conduttore.

Sanremo 1971, la genialità spiazza la censura

Al Festival di Sanremo 1971, c’è Lucio Dalla con la canzone intitolata Gesù Bambino. La censura pretende il cambio in 4 marzo 1943. Inoltre, “tra i ladri e le puttane” diventa “per la gente del porto”.

Sanremo 1980, il bacio più lungo della tv

Nel 1980, Roberto Benigni bacia alla francese la compagna Olimpia Carlisi per ben 45 secondi. Nel monologo tenuto poco prima, chiama il presidente della Repubblica Cossiga “Kossigaccio” e Papa Giovanni II “Wojtilaccio”. Seguirono fiumi di polemiche.

Sanremo 1981, uomo in mutande e gran rifiuto

Nella serata finale di Sanremo 1981, vennero invitati i Bad Manners, storico gruppo ska londinese, che eseguirono Lorraine. Il cantante Buster Bloodvessel, noto per le sue provocazioni, a metà brano si tolse la tuta bianca che indossava rimanendo in mutande. Alla fine della canzone diede le spalle al pubblico, mostrando qualche centimetro di pelle di troppo. Ospiti in quella edizione anche i Dire Straits. La loro esibizione con la versione integrale di Tunnel of love suscitò i mugugni del pubblico, dal momento che era in play back.

Nella stessa edizione del Festival, la Rai chiese il copione in anticipo a Massimo Troisi. Il comico rispose rinunciando: “Mi hanno detto che posso parlare di tutto tranne che di religione, politica, terrorismo e terremoto. E allora sono indeciso tra una poesia di Giovanni Pascoli e una di Carducci”.

Sanremo 1983: Peter Gabriel precipita; i Ricchi e Poveri litigano

Era il 1983, quando Peter Gabriel, durante la sua performance, fu vittima di un piccolo incidente: verso la fine della canzone, l’ex-Genesis doveva fluttuare sul pubblico in sala utilizzando una liana.  Finì con l’atterrare di schiena sul palco. Ma continuò a comportarsi come se nulla fosse successo.

Nella stessa edizione del Festival, i Ricchi e poveri animarono il dibattito con lo scontro fra la brunetta Angela Brambati e la biondina Marina Occhiena: la prima chiedeva che la seconda venisse allontanata poiché amante del compagno. Previo accordo economico, il trio poté cantare Sarà perché ti amo.

Sanremo 1986: la Berté in latex; la Houston bissa

Nel 1986, Loredana Berté canta il brano Re indossando un vestito in latex nero con finto pancione da donna incinta. È scandalo. L’etichetta discografica la molla. Nella stessa edizione, Whitney Houston esegue due volte All at once, venendo in contro alla richiesta di bis da parte del pubblico.

Sanremo 1985, Simon Le Bon col gesso

Ospiti al Festival di Sanremo 1985, i Duran Duran. Fratturatosi un piede in un locale durante la settimana, nella serata finale del Festival, Simon Le Bon fu costretto ad eseguire Wild boys con il gesso.

Sanremo 1987, il primo topless del Festival

Patsy Kensit degli Eight Wonder, durante l’esecuzione di I’m not scared, fu vittima della spallina del suo vestito: le si abbassò dando vita ad un epocale topless immortalato dalle telecamere.

Sanremo 1990, Striscia c’azzecca

Durante il mese di marzo del 1990, Striscia La Notizia rivelò in anticipo i nomi di quelli che sarebbero stati i primi tre classificati. Il noto programma azzeccò la previsione anche nel Festival di Sanremo 1996.

Sanremo 1991, Renato Zero scippato

Renato Zero si classificò al secondo posto del Festival di Sanremo 1991. Il cantante si disse scippato da Riccardo Cocciante, giurando di non mettere più piede su di un palco.

Sanremo 1988, cambio di interprete

Al Festival di Sanremo 1987, Gianni Nazzaro si presenta alle selezioni con Perdere l’amore e viene scartato. Affidata poi a Massimo Ranieri, la canzone vincerà l’edizione  del Festival del 1988.

Sanremo 1989, Beppe Grillo bacchetta i giornalisti

Dal palco del Festival di Sanremo 1989, Beppe Grillo dichiara: “Il Festival fa schifo”. Poi, bacchetta i giornalisti: “Giornalisti con tre lauree che andavano a Kabul, ora girano chiedendo ‘Dov’è Peppino Di Capri, che sono rovinato?”.

Sanremo 1992: “Questo Festival è truccato”

Durante il Festival di Sanremo, non sono mancate le invasioni di palco. L’ultima è avvenuta nel 2018, durante un intervento di Fiorello. Ma la più famosa è sicuramente quella di Cavallo Pazzo/Mario Appignani, durante Sanremo 1992. Vani furono i tentativi di tappargli la bocca: il disturbatore seriale annunciò a gran voce: “Questo Festival è truccato e lo vince Fausto Leali”. Il cantautore però arrivò nono. E a vincere fu Luca Barbarossa con Portami a ballare.

Sanremo 1995, tonfo di Mario Luzzatto Fegiz

Durante il Festival di Sanremo 1995, il critico musicale Mario Luzzatto Fegiz spedisce alla sua redazione la dettagliata esibizione di Elton John prima che questi si esibisca. Peccato che Sir Elton, in viaggio da Montecarlo verso Sanremo, a causa di un litigio con il fidanzato stesse tornando indietro. Elton John diede dunque forfait al Festival. Ma il pezzo di Luzzatto Fegiz, già in stampa, uscì il giorno dopo sul Corriere della Sera.

Sanremo 1997, il giallo Jalisse

I Jalisse vincono a sorpresa nel 1997 con Fiumi di parole. Brano che a molti ricorda Listen to your heart dei Roxette. Il brano fu quarto a Eurosong. Ma per alcuni avrebbe potuto addirittura vincere. Da qui, il presunto boicottaggio per evitare che la Rai dovesse organizzare, l’anno successivo, un evento costosissimo.

Sanremo 1998, Vianello liquida Madonna

Fra i conduttori del Festival di Sanremo 1998 c’era Raimondo Vianello. Per problemi al traduttore in cuffia, Vianello liquidò l’ospite internazionale, una certa Madonna, in fretta e furia.

Sanremo 1995, Pippo Baudo eroe nazionale

Nel 1995 un uomo, Giuseppe ‘Pino’ Pagano, scavalcò il parapetto della galleria del Teatro Ariston annunciando di volersi suicidare. Pippo Baudo lo raggiunse e lo convinse a desistere tra gli applausi dell’Ariston. Pagano raccontò, un mese dopo l’accaduto, che si era trattato di una messinscena concordata con Baudo e la Rai. Per questo, venne querelato. Dopo anni, ha confessato a Vanity Fair che l’unica motivazione del suo gesto era il desiderio di diventare famoso.

Sanremo 1999, scienza e politica internazionale

La sorpresa del Festival del 1999 fu fra i conduttori. Premio Nobel per la medicina nel 1975, Renato Dulbecco presenta al fianco di Fabio Fazio. Durante quella stessa edizione, Mikhail Gorbacev dal Cremlino giunse sul palco dell’Ariston e bacchettò Rifondazione Comunista: “I comunisti veri sono quelli di Rifondazione? Li compatisco, se non vedono cosa accade fuori dalla finestra sono condannati”.

Sanremo 2000, Bono Vox si inchina a Mario Merola

Sceso in platea per cantare The ground beneath your feet, Bono Vox risponde con un inchino all’applauso di Mario Merola. Il re della sceneggiata napoletana ne fa un vanto personale. Ma pare che i due non si conoscessero.

Sanremo 2001, polemica e distruzione

Sanremo 2001, edizione condotta da Raffaella Carrà, Megan Gale, Enrico Papi e Massimo Ceccherini. Al termine dell’ospitata della band inglese Placebo, il frontman, Brian Molko, spaccò la sua chitarra contro gli amplificatori. A questo gesto di protesta, il pubblico in sala reagì sommergendolo di insulti. “Con quella faccia può andare allo Zecchino d’Oro”, commentò Piero Chiambretti.

Sanremo 2007, la giuria toppa

Irene Grandi si presenta al Festival di Sanremo 2007 con Bruci la città. Ma non viene nemmeno ammessa al concorso. La canzone, uscita come singolo, risulterà la più ascoltata dell’anno.

Sanremo 2008, fischi per Anna Tatangelo

Classificatasi seconda al Festival di Sanremo 2008, Anna Tatangelo dedica il risultato a Gigi D’Alessio. Ma il suo “Gigi ti amo” viene accolto dai fischi del pubblico in sala.

Sanremo 2009, il caso Povia arriva alla Corte di Strasburgo

Nel 2009, Giuseppe Povia cantò Luca era gay. Il brano racconta che l’omosessualità non è una strada a senso unico: si può tornare anche indietro. Il caso arrivò a Strasburgo, per sospetta violazione della Carta dei diritti fondamentali dell’Unione europea.

Sanremo 2010, la protesta dell’orchestra

Durante la finale di Sanremo 2010, la notizia dell’esclusione di Malika Ayane dalla terna dei possibili vincitori della rassegna provocò la vivace reazione degli orchestrali, che tra i fischi accartocciarono e gettarono in aria gli spartiti. Incredula la conduttrice Antonella Clerici.

Sanremo 2012, Adriano Celentano colpisce ancora

Ospite del Festival di Sanremo 2012, Adriano Celentano dichiara: “Giornali come Avvenire e Famiglia Cristiana andrebbero chiusi definitivamente. Parlano di politica anziché di Dio”.

Sanremo 2014, partenza con il freno a mano tirato

Sanremo 2014 fu ricco di imprevisti fin dall’inizio: durante la prima serata della kermesse, il sipario non si alzò, bloccandosi ad un metro da terra. Fabio Fazio fu costretto a superare quello che è il trauma di ogni presentatore affidandosi all’improvvisazione. Ma, poco dopo, il presentatore dovette fare i conti con un altro imprevisto: due operai disoccupati del consorzio del bacino di Napoli e Caserta chiesero a Fabio Fazio di leggere pubblicamente una lettera.

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