Politica

Reddito di cittadinanza, “rivoluzione per il mondo del lavoro”

Reddito di cittadinanza, è online il sito che chiarisce finalità e requisiti del provvedimento promosso dall’attuale Esecutivo.

Il Reddito di cittadinanza “ti aiuta a formarti e a trovare lavoro permettendoti così di integrare il reddito della tua famiglia”, recita il sito web lanciato, lunedì 4 febbraio, dal Ministro del Lavoro Luigi Di Maio. Fra gli obiettivi fissati dal provvedimento – già definito “una rivoluzione per il mondo del lavoro” – vi è quello di “migliorare l’incontro tra domanda e offerta di lavoro, aumentare l’occupazione e contrastare la povertà e le disuguaglianze”.

Sarà possibile presentare la domanda per avere il Reddito di cittadinanza dal prossimo 6 marzo. Lo si potrà fare attraverso il sito internet (consultabile qui), “presso i Centri di Assistenza Fiscale (CAF) o, dopo il quinto giorno di ciascun mese, presso gli uffici postali (gestore del servizio integrato di cui all’articolo 81, comma 35, lettera b), del decreto-legge 25 giugno 2008 n. 112, convertito, con modificazioni, dalla legge 6 agosto 2008, n. 133)”. Per poter inoltrare la richiesta online, sarà necessaria aver attivato SPID (Sistema Pubblico di Identità Digitale).

Potranno richiedere il Reddito di cittadinanza: cittadini italiani, europei, lungo soggiornanti, residenti in Italia da almeno dieci anni, di cui gli ultimi due in modo continuativo. Viene erogato ai nuclei familiari in possesso cumulativamente, al momento della presentazione della domanda e per tutta la durata dell’erogazione del beneficio, dei requisiti che adesso vedremo.

Reddito di cittadinanza, i requisiti per averlo

“Il richiedente deve essere cittadino maggiorenne italiano o dell’Unione Europea, oppure, suo familiare che sia titolare del diritto di soggiorno o del diritto di soggiorno permanente o cittadino di Paesi terzi in possesso del permesso di soggiorno UE per soggiornanti di lungo periodo. È, inoltre, necessario essere residente in Italia per almeno 10 anni, di cui gli ultimi due in modo continuativo”, si legge sul sito.

Il nucleo familiare deve essere in possesso di:

  • un valore ISEE inferiore a 9.360 euro;
  • un valore del patrimonio immobiliare, diverso dalla casa di abitazione, non superiore a 30.000 euro;
  • un valore del patrimonio mobiliare non superiore a 6.000 euro per il single, incrementato in base al numero dei componenti della famiglia (fino a 10.000 euro), alla presenza di più figli (1.000 euro in più per ogni figlio oltre il secondo) o di componenti con disabilità (5.000 euro in più per ogni componente con disabilità).
  • un valore del reddito familiare inferiore a 6.000 euro annui, moltiplicato per il corrispondente parametro della scala di equivalenza (pari ad 1 per il primo componente del nucleo familiare, incrementato di 0,4 per ogni ulteriore componente maggiorenne e di 0,2 per ogni ulteriore componente minorenne, fino ad un massimo di 2,1). Tale soglia è aumentata a 7.560 euro ai fini dell’accesso alla Pensione di cittadinanza. Se il nucleo familiare risiede in un’abitazione in affitto, la soglia è elevata a 9.360 euro.

Inoltre, è necessario che nessun componente del nucleo familiare sia in possesso di:

  • autoveicoli immatricolati la prima volta nei 6 mesi antecedenti la richiesta, o autoveicoli di cilindrata superiore a 1.600 cc oppure motoveicoli di cilindrata superiore a 250 cc, immatricolati la prima volta nei 2 anni antecedenti (sono esclusi gli autoveicoli e i motoveicoli per cui è prevista una agevolazione fiscale in favore delle persone con disabilità);
  • navi e imbarcazioni da diporto (art. 3, c.1, D.lgs. 171/2005).

RdC e Naspi

Il Reddito di cittadinanza è compatibile con il godimento della NASpI (Nuova Assicurazione Sociale per l’Impiego) e di altro strumento di sostegno al reddito per la disoccupazione involontaria.

Nuclei familiari esclusi dal Reddito di cittadinanza

La misura esclude “i nuclei familiari che hanno fra i loro componenti soggetti disoccupati a seguito di dimissioni volontarie nei dodici mesi successivi alla data delle dimissioni, fatte salve le dimissioni per giusta causa”.

Reddito di cittadinanza, verifica requisiti

Le informazioni contenute nella domanda per il Reddito di cittadinanza vengono trasmesse all’Inps. Sarà l’ente di previdenza nazionale a verificare il possesso dei requisiti sulla base delle informazioni presenti nei propri archivi. L’attuale presidente Tito Boeri, su questo punto, ha sottolineato che sarà molto complicato verificare con estrema accuratezza il possesso dei requisiti da parte dei richiedenti, soprattutto per quanto riguarda i patrimoni immobiliari. Non ha escluso che lo si possa fare in futuro. Ma è al momento molto complicato.

In merito alle modalità delle verifiche e al monitoraggio della fruizione del beneficio, lo stesso sito internet del Governo sottolinea che le stesse”saranno definite con un decreto del Ministro del lavoro e delle politiche sociali di concerto con il Ministro dell’economia e delle finanze”.

Cosa sarà possibile fare con il Reddito di cittadinanza?

Una volta riconosciuto il diritto, il beneficio verrà “erogato attraverso un’apposita Carta di pagamento elettronica (Carta Reddito di cittadinanza)”, attualmente “emessa da Poste Italiane“. Questa consentirà l’acquisto di beni e servizi di base, ma anche di effettuare prelievi di contante entro un limite mensile non superiore a 100 euro per i nuclei familiari composti da un singolo individuo (incrementata in base al numero di componenti il nucleo). Permetterà, inoltre, di effettuare un bonifico mensile in favore del locatore indicato nel contratto di locazione o dell’intermediario che ha concesso il mutuo. Sarà vietato “l’utilizzo del beneficio per giochi che prevedono vincite in denaro o altre utilità”.

Cosa succede agli importi del RdC non spesi?

Il beneficio deve essere fruito entro il mese successivo rispetto a quello di erogazione. L’importo non speso o non prelevato viene sottratto nella mensilità successiva, nei limiti del 20% del beneficio erogato. Fanno eccezione gli importi ricevuti a titolo di arretrati.

Reddito di cittadinanza e Lavoro

Fra le condizioni imprescindibili per poter usufruire del Reddito di cittadinanza vi sono, per i componenti maggiorenni del nucleo familiare non occupati e che non frequentano un regolare corso di studi o di formazione, “l’immediata disponibilità al lavoro, l’adesione ad un percorso personalizzato di accompagnamento all’inserimento lavorativo e all’inclusione sociale che può prevedere attività di servizio alla comunità, per la riqualificazione professionale o il completamento degli studi nonché altri impegni finalizzati all’inserimento nel mercato del lavoro e all’inclusione sociale”.

Sono esclusi da questa condizione “i beneficiari della Pensione di cittadinanza, i beneficiari del Reddito di cittadinanza pensionati o comunque di età pari o superiore a 65 anni, nonché i componenti con disabilità (fatti salvi gli obblighi legati al collocamento mirato)”. Anche “i componenti con carichi di cura legati alla presenza di soggetti minori di tre anni di età o di componenti del nucleo familiare con disabilità grave o non autosufficienti” potranno esserne esonerati.

RdC, il ruolo dei Centri per l’impiego

Entro trenta giorni dal riconoscimento del beneficio, il beneficiario verrà convocato:

  • dai Centri per l’Impiego per stipulare il Patto per il lavoro, se nella famiglia almeno uno tra i componenti soggetti alle “condizionalità” sia in possesso di almeno uno tra questi requisiti: assenza di occupazione da non più di due anni; età inferiore a 26 anni; essere beneficiario della NASpI ovvero di altro ammortizzatore sociale per la disoccupazione involontaria o averne terminato la fruizione da non più di un anno; aver sottoscritto negli ultimi due anni un Patto di servizio in corso di validità presso i CPI ai sensi dell’articolo 20 del decreto legislativo n. 150 del 2015;
  • dai servizi dei Comuni competenti per il contrasto alla povertà, per stipulare il Patto per l’inclusione sociale, in tutti gli altri casi.

Un operatore avrà l’incarico di stipulare, con la collaborazione del beneficiario, il bilancio delle competenze e rispettare gli impegni previsti nel Patto per il lavoro, tra i quali rientra quello di accettare almeno una di tre offerte di lavoro congrue (una in caso di rinnovo).

“La congruità dell’offerta di lavoro viene definita sulla base di tre principi (art. 25 del decreto legislativo 150/2015):

  1. coerenza tra l’offerta di lavoro e le esperienze e competenze maturate;
  2. distanza del luogo di lavoro dal domicilio e tempi di trasferimento mediante mezzi di trasporto pubblico;
  3. durata dello stato di disoccupazione”.

In merito al punto primo, le maggiori perplessità dei più critici nei confronti del provvedimento: non  sarebbero presenti, per questo principio, criteri di oggettività. Ci sarebbero poi possibili difficoltà tecniche nel dover andare ad incrociare domanda ed offerta di lavoro. Ma il Reddito di cittadinanza ha appena iniziato a muovere i primi passi. Vedremo cosa succederà quando entrerà nel vivo.

Annunci

1 risposta »

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...

This site uses Akismet to reduce spam. Learn how your comment data is processed.