Tele Visioni

Non l’ha guardato nessuno, anche stavolta

Anche quest’anno, il Festival di Sanremo non lo guarda nessuno. Ma tutti ne parlano. La prima serata è andata grossomodo così.

I dati Auditel confermano, anche per questa edizione, che il Festival di Sanremo con lo guarda praticamente nessuno: 49,5% di share; 10,1 milioni di telespettatori. L’Italia si divide, praticamente, fra chi fa il Festival e chi lo commenta. Molti sostengono che gli ospiti non siano stati incisivi: il picco di 15.662.000 telespettatori, ieri sera, a Sanremo 2019, si è avuto con l’esibizione di Andrea e Matteo Bocelli. Il picco di share del 54.03% ha accompagnato la performance di Giorgia. Le due esibizioni hanno rappresentato, per gran parte del pubblico, una boccata di ossigeno. Ed anche qualcosa di più per le donne in sala stampa e davanti al piccolo schermo, durante l’esibizione che ha portato alla ribalta Matteo Bocelli.

Lo spettacolo è iniziato col botto: grande spettacolo di luci e coreografia sulle note della canzone Via del dirottatore artistico Claudio Baglioni. Alla sua seconda edizione alla guida dell’evento televisivo dell’anno, ha ri-esordito sul palco dell’Ariston cantando da una pedana, affiancato dai co-piloti Claudio Bisio e Virginia Raffaele.

La nota imitatrice, in questa edizione, pare che non si esibirà nelle imitazioni. Un peccato per molti. Ma può rappresentare una grande novità. E, come le accade per i personaggi che imita, la Raffaele sembra essersi calata ben presto nel ruolo di presentatrice: già bravissima, sta diventando sempre più bella. La gaffe del saluto ai Casamonica quasi non sembra una gaffe. Ma gli articoli di giornale pullulano.

Dagli articoli di giornale e dalle polemiche innescate dall’intervento di Claudio Baglioni sul tema dei migranti, ha preso spunto Claudio Bisio per il suo monologo. L’idea di ri-elaborare i testi delle canzoni del dirottatore artistico è brillante. Per alcuni, l’attore milanese avrebbe potuto essere più pungente. Ma, a memoria, è difficile ricordare performance di Claudio Bisio assai più pungenti di quella offerta nella prima sera di Sanremo 2019. Comunque, è riuscito a riscattare il dubbio gusto della prima giacca esibita sul palco del teatro Ariston.

Non male nemmeno l’idea alla base dello sketch musical mash-up che ha visto protagonista ancora Virginia Raffaele e l’ospite Pierfrancesco Favino. Bella l’idea; un po’ meno la resa. Un vero peccato, perché i due hanno dimostrato di avere un talento immenso. Un po’ meglio l’esibizione in stile Quartetto Cetra proposta, quando s’era già fatta una certa, da Baglioni, Bisio, Raffaele e Santamaria. L’attore protagonista di Lo chiamavano Jeeg Robot ha nel cognome l’intercalare che pronunciano le sue fan quando lo vedono.

La prima serata di Sanremo 2019 è iniziata con ritmi altissimi. Ma non avrebbe potuto essere altrimenti, dal momento che si è scelto di far ascoltare tutte e ventiquattro le canzoni in gara nella stessa sera. All’inizio, c’è stato qualche problema audio. Caotica la canzone dei The Zen Circus. Ci sarà modo di ri-ascoltarla. Orecchiabile e potente, invece, la canzone che ha riportato al Festival, dopo sette anni dall’ultima apparizione, Loredana Berté.

Forte anche la tematica proposta dal brano cantato da Rancore e Daniele Silvestri. Coinvolgente il brano dei Boomdabash: molti nel pubblico battevano le mani. Poi, sono arrivati sul palco Patty Pravo e Briga. Pare ben assortita la coppia composta dalla ragazza del Piper ed il giovane cantante. C’è stato un attimo di esitazione: l’orchestra non partiva. Poi, qualcuno ha esclamato: “Dobbiamo fare quella che vincerà”. Ed hanno iniziato.

Il momento toccante della lettera d’amore cantata da Simone Cristicchi anticipa di pochi minuti l’altro momento toccante della serata. Segue, infatti, il ricordo di Fabrizio Frizzi. Il sorriso del conduttore, prematuramente scomparso lo scorso anno, accompagnerà per sempre tutti noi che siamo stati suoi telespettatori.

Prima che arrivi sul palco Anna Tatangelo, c’è da annotare l’impermeabile esibito da Ghemon e l’abbraccio del leader degli Ex-Otago ad una donna del pubblico. Molti hanno pensato si trattasse della sua compagna, associando il gesto al bacio fra Benigni e la Carlisi. Qualcuno segnala che si è trattato, in realtà, di una donna presa a caso fra il pubblico. Gesto comunque audace. Ed ecco la Tatangelo: bella voce e bella pure la canzone; peccato per l’abito con il lutto al braccio.

Molto da Negrita il brano dei Negrita. Fredda è invece sembrata l’esibizione di Arisa. Ma, come dicevamo, ci sarà tempo e modo per ascoltare meglio i brani in gara. Fra le canzoni, spicca la più sanremese di tutte, probabilmente. Si tratta del brano di Enrico Nigiotti: commosso e commovente omaggio al nonno.

Non ci sono più i brani orecchiabili di una volta, denunciano in molti. Manca quella che viene definita ciclicità del testo, con la ripetizione del famoso ritornello. Nelle ultime edizioni del Festival si è spesso assistito a canzoni prive di ritornello. In quest’ultima edizione sembra essersi sviluppato un nuovo fenomeno: il testo di alcune canzoni coincide con il titolo stesso delle canzoni. Da un eccesso all’altro, dirà qualcuno. Ma, forse, è solo un’impressione.

Prima di lasciare lo spazio all’atteso Dopo Festival, c’è spazio per un’altra grande idea del dirottatore artistico Claudio Baglioni: la sigla cantata da tutti i concorrenti in gara. Bella l’idea. Peccato che, in video, l’espressione di molti degli interpreti tradisca la poca convinzione. Po-po-po-po! Ma anche questa, forse, è solo un’impressione.

 

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