Calcio

Dalla parte di Wanda, perché il problema è un altro

I sassi contro l’auto di Wanda Nara sono un gesto folle. Un gesto da condannare. Ma il punto di tutta questa vicenda è un altro.

Il fine giustifica spesso i mezzi, avrà pensato qualcuno guardando da fuori la strategia messa in piedi da Wanda Nara per portare all’aumento di ingaggio Icardi. Il ragionamento non fa un piega, è certo. Il suo ruolo è quello di curare gli interessi del suo assistito, che poi è anche suo marito. E quindi ben venga, per lei, sfruttare le ospitate televisive per lanciare messaggi alla società nerazzurra; ben venga l’uso dei social e quant’altro.

Il punto della questione non è Wanda Nara. Chi ha lanciato i sassi contro la sua auto, oltre che un incivile, è un essere incapace di fare ragionamenti di senso compiuto. Il gesto è da condannare, senza se e senza ma. Per quanto forte sia la passione e l’amore per la propria squadra, non si può mettere in pericolo la vita di qualcuno per dimostrarlo. E, in ogni caso, il calcio rimane un gioco. Il bello è proprio quello.

Chi deve essere messo sotto accusa è l’assistito di Wanda Nara, Mauro Icardi. Tutto il nervosismo dell’ambiente Inter è causa del suo silenzio. Perché se è vero che la signora Icardi può mettere in piedi la strategia che meglio crede per raggiungere il proprio scopo, è altrettanto vero che il signor Icardi è da anni il simbolo ed il capitano dell’Inter.

Da più parti eletto come il leader tecnico della squadra, con ottimi argomenti a sostegno di tale tesi, Icardi è venuto meno al suo stesso ruolo di leader: un leader non resta in silenzio mentre qualcuno sminuisce i propri uomini; un vero leader difende il gruppo, da tutti e tutto. Se non lo fa, è perché antepone i propri interessi a quelli del gruppo. E anteporre l’interesse del singolo a quello del gruppo non è da leader né tecnico né tanto meno carismatico.

Nella conferenza stampa pre Inter-Sampdoria, Luciano Spalletti è sembrato più sereno rispetto alle ultime uscite. Pare evidente che il gruppo risentisse da molte settimane del chiacchiericcio nato intorno a Mauro Icardi. La barca va avanti finché tutti remano nella stessa direzione. Se qualcuno rema più forte degli altri, la barca rischia di rigirarsi su se stessa: occorre trovare sinergia nei movimenti e negli sforzi. Ancora peggio se chi potrebbe remare più forte si ferma per rimproverare gli altri.

Icardi è il giocatore di maggiore valore nella rosa dell’Inter. I numeri parlano per lui. Ma anche lui, senza una squadra dietro che funziona, non vale niente. In una squadra, contano tutti, anche chi gioca meno e chi non gioca affatto, come Andrea Ranocchia. L’altro ex capitano ha ricevuto gli elogi di Spalletti. Elogi ai quali viene facile unirsi: mai una parola fuori posto; sempre pronto a metterci la faccia nei momenti più difficili. In una squadra c’è bisogno anche di gente così.

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