Calcio

La musica è appena cominciata

Si è scritto, detto e postato di tutto sull’Inter e su Mauro Icardi. Tutto ed il contrario di tutto. La sensazione è che ora si stia giocando a carte scoperte. Ora, occorre volere il bene dell’Inter.

La vicenda Icardi ha dato adito ad una pletora di commenti e teorie di ogni sorta. Si è parlato di spogliatoio spaccato. Il campo ha detto e sta dicendo altro. Certo, l’Inter non ha battuto il Real Madrid, né il Barcellona, né ha vinto un derby appassionante contro il Milan. Ma, con tutto ciò che è stato scritto e detto nelle ultime settimane, tre vittorie in una settimana erano tutt’altro che scontate.

La prima è arrivata nella trasferta di Parma: tutti gli interisti sanno quanto è storicamente difficile il prato del Tardini per i colori nerazzurri. Non dimentichiamoci, inoltre, che il Parma è una delle squadre più in forma della Serie A. Pochi giorni prima, aveva strappato il pari allo Stadium, contro la Juve, per 3-3. La trasferta di Europa League è arrivata immediatamente dopo la comunicazione della società di aver cambiato capitano. L’ultima, contro la Samp, a San Siro, è stata un’ulteriore prova di compattezza e tenacia.

Al di là dei risultati, è l’atteggiamento dei giocatori in campo a non dare adito alle voci di uno spogliatoio spaccato. Anzi, sembra tornato il sereno. I toni di Luciano Spalletti in conferenza stampa, proprio alla vigilia di Inter-Samp, lasciano intuire questo. È evidente che i compagni si augurino il rientro di Icardi – vedi dichiarazioni di Nainggolan. Il valore tecnico del giocatore non è mai stato messo in discussione. Quello che è stato messo in discussione è la sua leadership. I motivi della fascia sfilata dal suo braccio restano riservati, per stessa ammissione di Marotta.

Si è detto che l’Inter avrebbe fatto meglio a lavare i panni sporchi in casa. Le dichiarazioni dell’Ad vanno in quella direzione. Il discusso tweet con cui la società ha comunicato la decisione va letto come una comunicazione fatta ai tifosi e a quanti seguono le vicende di casa Inter. Al diretto interessato la comunicazione è arrivata direttamente dalla società, presumibilmente prima del comunicato. Ma si è fatto prima ad additare per incompetente uno dei dirigenti più vincenti della storia del calcio italiano.

Si è detto che Mauro Icardi è stato trattato come un bambinone. Proprio Mauro Icardi ha rifiutato la convocazione di Luciano Spalletti per la trasferta contro il Rapid Vienna. Il giorno dopo, si è parlato di problemi fisici. Nel frattempo, Wanda Nara, moglie ed agente del giocatore, ha telefonato a Massimo Moratti per chiedergli di intercedere fra il suo assistito e la società: “Mauro vuole giocare”. Le bugie hanno le gambe corte, a volte, cortissime.

La stessa Wanda Nara, nella commovente intervista rilasciata a Pierluigi Pardo, ha più volte ribadito il concetto di famiglia, con riferimento all’Inter. Raccontando il triste episodio del sasso scagliato contro la sua auto, ha detto: “Ho chiamato l’Inter. Non i miei qui a Milano. L’Inter è la mia famiglia”. Lei e Mauro non hanno alcuna intenzione di lasciare Milano, anche se non dipenderà soltanto da loro. In diretta, è intervenuto Marotta. L’Inter ed il mondo Inter hanno corso il rischio di passare per insensibili e sessisti. L’Ad ha confortato Wanda Nara, rassicurandola anche in merito al discusso rinnovo: l’incontro ci sarà. “Non è una nostra priorità”, ha detto poi Wanda Nara, sbandierando, ancora, di volere “il bene dell’Inter”.

Qualcuno ha parlato di un Icardi umiliato davanti ai propri compagni. Uomini di spogliatoio del calibro di Beppe Bergomi, Alessandro Del Piero e Billy Costacurta hanno approvato la scelta dell’Inter di togliere la fascia dal braccio di Icardi. Bergomi, bandiera nerazzurra e capitano dell’Inter per dieci anni, ha detto: “Se il mio procuratore avesse rilasciato dichiarazioni simili, io l’avrei salutato il giorno dopo”. Sulla stessa lunghezza d’onda, poco più tardi, si sono schierati Ciro Ferrara e Riccardo Ferri.

Sandro Piccinini, noto giornalista e telecronista, ha battuto sul tasto del tempismo. La scelta dell’Inter sarebbe stata, a suo avviso, frettolosa. Andrebbe fatto notare che dalle dichiarazioni di Wanda Nara alla scelta societaria sono passati giorni. Al tempo dei social, sono secoli.

La verità è che l’ambiente Inter, nella sua maggioranza, ha dimostrato di essere dalla parte della società e del tanto decantato “bene dell’Inter”. Questo dovrebbe portare Icardi a rientrare, al più presto, nei ranghi. Chiedere le scuse dell’Inter è quanto mai fuori luogo. Sarebbe l’ennesima dimostrazione del voler anteporre l’interesse personale a quello del gruppo. Si vuole il bene dell’Inter? Lo si dimostri, sul campo. Sul campo, Icardi non ha mai tradito. Ora però si gioca a carte scoperte. Facile fare dichiarazioni e post sui social. Ora, parleranno i fatti. La musica è appena cominciata.

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