Calcio

Eintracht-Inter, dieci cose su cui riflettere

Eintracht-Inter 0-0, i nerazzurri sono obbligati a vedere il bicchiere mezzo pieno. Dieci cose su cui, forse, vale la pena riflettere.

  1. L’Inter ha interpretato bene la gara, nel primo tempo. Con personalità, ha provato a fare la partita, nonostante una rosa decimata da necessità e virtù. La virtù è quella di riuscire a complicarsi la vita, sempre, con le proprie mani.
  2. L’impronta di Spalletti è proprio quella: provare sempre a fare la gara. Il giro palla parte dal basso. Ma per farlo bene occorrerebbe avere la qualità che l’Inter non ha.
  3. La qualità chiama Perisic. E il croato non risponde. Gli interisti attendono “il miglior Perisic” da troppi anni. Lui replica sbagliando tutto quello che può sbagliare, prima di uscire dal campo dolorante. Al suo posto, un lucidissimo Candreva: il tempo di un respiro e commette un fallo di mano clamoroso, sotto gli occhi dell’arbitro: giallo per lui; imbarazzo per chi guarda.
  4. Se l’esterno sinistro sbaglia, è buona norma evitare di ben figurare a destra. Sarà stato questo il pensiero di Politano, che a destra imita il compagno croato, non riuscendo mai né a saltare l’uomo né a mettere palle interessanti al centro.
  5. Lì, al centro, di tanto in tanto, compare Vecino. La punteggiatura rallenta la lettura, volutamente, in omaggio alla capacità, dell’uruguaiano, di rallentare l’azione. L’eroe della garra charrua è poco più di uno spauracchio: caotico e mai lucido nello smistare la palla.
  6. Lucido, finché le gambe lo reggono, è Borja Valero. Il problema è quando le gambe si arrendono. E capita ormai troppo spesso troppo presto. Insieme ad Asamoah, l’ex Fiorentina è l’effige dell’Inter alle corde del secondo tempo.
  7. L’ex Juve ha trascorso tutto il secondo tempo in affanno. Non si spiega come mai, in affanno, preferisca complicarsi la vita avvitandosi su se stesso e facendosi rimontare dagli avversari anziché disfarsi immediatamente della palla.
  8. In difesa di Asamoah, va detto che il giallo nei suoi confronti è inventato. Come inventato è il rigore assegnato all’Inter. L’assegnazione è un mistero. E un mistero è anche l’esecuzione.
  9. Il rigore lo calcia e lo sbaglia Brozovic, il barlume del centrocampo interista. Fra le ombre che lo circondano, anche le circostanze che lo hanno condotto sul dischetto.
  10. Considerate le premesse e considerati, soprattutto, gli affanni del secondo tempo, gli interisti sono obbligati a vedere il bicchiere mezzo pieno: il passaggio al prossimo turno di Europa League si deciderà fra le mura di San Siro. Mura amiche, a volte solo sulla carta.

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