S'a tira

Pette di Gola, don Canuto si racconta: “Così ho approfittato dell’oro dei Santi”

Pette di Gola, continua a tenere banco la vicenda di Don Paolo Canuto, il prete ultranovantenne prossimo alle dimissioni. Scaricato dai fedeli e dagli amici politici, don Canuto racconta: “Voglio fare nuove esperienze”.

Ha da poco varcato la soglia dei novant’anni, don Canuto. Era arrivato nella piccola comunità di Pette di Gola più di sessant’anni fa. Fra pochi mesi, avrebbe compiuto settant’anni di sacerdozio. Avrebbe potuto festeggiarli qui, proprio a Pette di Gola, paesino che lo ha accolto con calore, tantissimi decenni fa. Ma qualcosa è cambiato.

Ora, Don Canuto è pronto a voltare pagina: “Voglio fare nuove esperienze. Mi sento pronto”, dice. Qui l’intervista che ha voluto rilasciare dopo l’annuncio delle sue dimissioni. Annuncio che è stato seguito da voci e pettegolezzi vari sullo stesso don Canuto.

Molti dei suoi fedeli lo avrebbero visto recarsi nella gioielleria del centro di Pette di Gola, nelle ore immediatamente successive all’annuncio delle sue dimissioni. Alcuni dicono che vi sia andato solo per farsi sostituire il cinturino dell’orologio. È vero?

Male lingue. Non è assolutamente vero. Sono andato in gioielleria, questo è vero. Ma non ci sono andato per farmi sostituire il cinturino dell’orologio.

E perché ci è andato?

Ci sono andato per vendere l’oro dei Santi che per oltre sessant’anni ho custodito. Lei lo sa che i fedeli fanno donazioni ingenti ai santi cui sono devoti? Ebbene, talvolta queste donazioni sono in beni preziosi.

Perché ha venduto l’oro?

Ho venduto l’oro per gettare le basi economiche del mio futuro. Crede che lo stipendio da sacerdote permetta di mettere da parte grossi risparmi? E poi vorrei fare dei regali.

A quale futuro si riferisce?

Sono pronto. Mi sento pronto per fare nuove esperienze. L’abito talare inizia a starmi stretto. Voglio di più. Dopo settant’anni, ho bisogno di nuovi stimoli.

Parla di regali. Per chi?

Come lei sa, ho dei figli e dei nipoti. Una parte del ricavato andrà a loro. Avranno anche loro diritto ad una casa e a delle cibarie?

Ha perfettamente ragione. Lei fra pochi mesi avrebbe festeggiato settant’anni di sacerdozio. Non è un peccato lasciare proprio ora?

Il vero peccato sarebbe rimanere. Mi sarebbe piaciuto tagliare questo traguardo, certo. Ma non ci sono più i presupposti per continuare.

A cosa si riferisce quando parla di presupposti?

Preferirei non rispondere. Tenga solo presente che i miei avversari politici non vengono più a confessarsi da me.

E questo cosa c’entra?

C’entra. Non conoscendo più i loro segreti, non posso più ricattarli. Il mio ascendente su di loro è ormai ininfluente.

Perché parla di avversari politici? Lei cosa c’entra con la politica?

La politica è tutto. E tutto è politica. Io sono politica e lei è politica. Crede che si possa restare tanti anni al proprio posto senza allungare le mani sulla politica?

Adesso cosa farà?

Adesso scappo con la cassa. La saluto.

 

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