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Niki Lauda, quei 42 giorni che l’hanno reso leggenda

Se ne è andato Niki Lauda, volto e leggenda della F1. La sua corsa si è conclusa a 70 anni. Il suo mito vivrà per sempre, anche grazie a quel formidabile recupero, dopo il tragico incidente.

È morto a settanta anni Niki Lauda, leggenda della Formula 1. Ha concluso serenamente la sua ultima corsa, dopo aver vissuto una vita da leggenda. Cinquantacinque secondi fra le fiamme, in quel primo giorno di agosto del 1976. Poi, il recupero lampo ed il ritorno alle corse. Così il nome di Niki Lauda rimarrà per sempre impresso nella storia dello sport e della Formula 1.

Gran Premio di Germania, è il 1° agosto del 1976. Niki Lauda, già divenuto campione con la Rossa nell’anno precedente, perde il controllo della Ferrari dopo una curva al secondo giro: la monoposto finisce contro il guard-rail e torna in pista. “L’impatto è stato così violento che il casco mi si è tolto da solo”, racconterà lui stesso.

Quello che resta dell’auto prende fuoco. Nel frattempo, la Rossa viene centrata in pieno da due monoposto: la Hesketh di Ertl e la Surtees di Brett Lunger. Seguono 55 lunghissimi secondi, durante i quali Niki Lauda rimane intrappolato tra le fiamme.

Saranno alcuni suoi colleghi piloti, tra i quali l’italiano Arturo Merzario, ad estrarlo dai rottami prima dell’arrivo dei soccorritori. Il pilota viennese lotterà per settimane, tra la vita e la morte. In ospedale, il prete gli darà addirittura l’estrema unzione. Ma la leggenda di Lauda è ben lontana dal concludersi.

42 giorni dopo appena, Niki Lauda è stoicamente in pista per il Gran Premio d’Italia. Con il volto sfregiato, il passamontagna imbevuto di sangue per le ferite non cicatrizzate e in precario stato fisico, Lauda arriverà appena fuori dal podio. “Ritornare rapidamente faceva parte della mia strategia, per non stare seduto a casa e pensare al motivo per cui mi era successo”, racconterà anni dopo.

Quel mondiale lo vincerà il suo grande rivale Hunt, ma la prima gara dopo il terribile incidente sul circuito di Monza rimarrà per sempre nella storia della Formula 1.

Come nella storia è rimasta la rivalità fra Hunt ‘The Shunt’ (lo schianto) e Niki ‘Il computer’. Il primo spericolato – non solo in pista – istintivo, estroverso e incline ai piaceri della vita. Il secondo timido, razionale e metodico nell’affrontare la vita e la sua professione. Un duello unico, ben raccontato dal regista Ron Howard nel film Rush. Due acerrimi rivali, ma in realtà amici, come lo stesso Lauda ha avuto modo di raccontare.

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