Calcio

Grazie Spalletti, è tutto merito tuo

Luciano Spalletti non è più l’allenatore dell’Inter. Dall’alba al tramonto, la sua è stata l’era della possibile rinascita nerazzurra. Ora, si spera in futuro prossimo migliore.

Era arrivato a Milano accolto con l’entusiasmo degno dell’alba di una nuova era per l’Inter. L’immagine era subito rimbalzata sui social: il testone di Luciano Spalletti che riemergeva dall’orizzonte per dare inizio alla nuova alba nerazzurra. Era lui l’uomo scelto per rivitalizzare l’orgoglio di un popolo ferito e deluso.

Da quell’alba, si è giunti al tramonto. Nel mezzo, due stagioni bollate da molti come fallimentari. Eppure, in queste due stagioni, Luciano Spalletti ha raggiunto l’obiettivo fissato ad inizio stagione: riportare l’Inter in Champions League.

Spalletti era stato corteggiato ed abbordato dall’Inter di Suning con la promessa di un mercato all’altezza degli obiettivi della squadre. Il primo mercato gli ha portato Borja Valero e Vecino. Pochi mesi dopo, furono in molti ad individuare in quel centrocampo le cause del fallimento Inter che stava per profilarsi: “Hanno preso il centrocampo di una squadra che ha fatto il sesto posto. Faranno il sesto posto”.

Niente affatto. Il tecnico di Certaldo è riuscito a tenere la barra dritta, portando all’Inter a giocarsi un posto in Champions League all’ultima giornata, contro l’Euro Lazio di Simone Inzaghi. Anche in quella partita, l’Inter va sotto. Ma poi si rialza: la prende Vecino e l’Inter riassapora la più ambita competizione europea.

Può essere l’estate dell’upgrade. Il calciomercato trionfale si traduce nel colpo Nainggolan: 40 milioni di euro; tante uscite notturne e pochissime apparizioni in campo. Nelle partite che contano, il Ninja non c’è mai. Avrebbe dovuto essere lui il giocatore in grado di far fare il salto di qualità all’Inter di Spalletti. Ma non si è mai visto.

Quando la stagione volge ormai al termine, ricompare la maglia nerazzurra numero 14 su cui campeggia la scritta Nainggolan. Lento ed impacciato: qualcuno arriva ad ipotizzare che la dirigenza nerazzurra abbia convinto Eros Ramazzotti a vestire i panni del Ninja: il belga vero è sparito dai radar.

Senza l’uomo chiave, Spalletti vacilla. A cavallo delle festività natalizie, si ripresenta la grana di ogni stagione interista del dopo Triplete: il rinnovo di contratto di Mauro Icardi. Il leader tecnico della compagine nerazzurra affossa tecnico e squadra: per quasi due mesi, non scende in campo: gli hanno tolto la fascia di capitano e lui ha messo il muso.

Nel frattempo, si moltiplicano le apparizioni televisive della moglie ed agente Wanda Nara. Sui campi della Serie A, si moltiplicano le vittorie del Milan media scudetto di Rino Gattuso e della solita Euro Lazio di Inzaghi. Fuori dal Suning Center, inizia ad aleggiare, da settimane, lo spettro di Antonio Conte. Il nuovo Ad Beppe Marotta ha iniziato la rivoluzione in casa Inter. Ed il tecnico prescelto sarà l’ex Juve.

Infortuni veri e presunti, fantasmi ed avversari imbattibili: il finale di stagione dell’Inter di Luciano Spalletti da thriller rischia di diventare horror. La corsa all’Europa si conclude il 26 maggio, in concomitanza con le Elezioni Europee. Negli oltre 90 minuti conclusivi, a San Siro, succede di tutto. L’Inter domina l’Empoli – sebbene qualcuno abbia parlato di lezione di calcio; Dragowski para di tutto; i nerazzurri sbagliano di tutto; Icardi fallisce il rigore decisivo; l’Empoli trova il gol del pari; Keita il gol che avrebbe potuto chiudere la partita, dopo aver portato l’Inter in vantaggio; Handanovic evita più volte il tracollo clamoroso dei nerazzurri nei minuti finali.

L’Inter finisce con l’uomo in meno, ma con una nuova qualificazione per la Champions League. Il gol decisivo lo ha segnato proprio il numero 14 nerazzurro. Non importa se sia il vero Nainggolan o una sua controfigura. L’Inter va in Champions League; Luciano Spalletti raggiunge per il secondo anno di fila l’obiettivo stagionale, nonostante tutto.

In estate, le chiacchiere sono sempre le stesse: non ha mai vinto; non è un vincente; serve di più; serve questo; serve quello. Spalletti ha fatto il suo, nonostante tutto ciò che ha avuto intorno; nonostante una squadra mentalmente fragile, dalla notte in cui è stata concepita. Ora l’Inter ha bisogno di calciatori all’altezza. Quelli che probabilmente sono stati promessi al nuovo allenatore Antonio Conte. Quelli su cui Spalletti non ha mai potuto contare. Per questo, le due qualificazioni Champions sono tutto merito suo.

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